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Cosa Fare se il Compressore non Carica Aria

Indice

  • 1 Prima regola: lavorare in sicurezza
  • 2 Capire che cosa significa non carica aria
  • 3 Controllare se l’aria esce da qualche punto
  • 4 Filtro di aspirazione ostruito
  • 5 Valvola di non ritorno difettosa
  • 6 Pressostato che non lavora correttamente
  • 7 Valvole interne della testa usurate o rotte
  • 8 Fasce del pistone o gruppo pompante usurati
  • 9 Livello dell’olio nei compressori lubrificati
  • 10 Cinghia lenta o rotta nei compressori a cinghia
  • 11 Regolatore di pressione e uscita aria
  • 12 Condensa e sporco nel serbatoio
  • 13 Compressore che gira ma non si ferma mai
  • 14 Compressore oil free che non carica aria
  • 15 Quando chiamare un tecnico
  • 16 Come prevenire il problema
  • 17 Conclusioni

Quando il compressore non carica aria, la frustrazione arriva subito. Lo accendi, senti il motore partire, magari il rumore sembra anche normale, ma la lancetta del manometro resta ferma o sale pochissimo. Oppure il compressore continua a girare senza mai arrivare alla pressione di arresto. In officina, in garage o in laboratorio, questo significa una sola cosa: il lavoro si ferma. Non puoi gonfiare, verniciare, soffiare, usare la pistola pneumatica o alimentare gli utensili.

Prima di pensare al peggio, però, conviene fare ordine. Un compressore che non carica aria non è sempre da buttare. A volte il problema è banale, come una valvola di scarico rimasta aperta, un rubinetto che perde, un raccordo allentato o il regolatore impostato male. Altre volte la causa è più tecnica: filtro di aspirazione ostruito, valvola di non ritorno difettosa, pressostato che non lavora correttamente, guarnizioni interne consumate, fasce del pistone usurate o valvole lamellari danneggiate.

La diagnosi dipende molto dal tipo di compressore. Un piccolo compressore portatile diretto da 24 litri non si comporta come un bicilindrico a cinghia da officina, e un compressore lubrificato richiede controlli diversi rispetto a un modello oil free. Tuttavia il ragionamento di base resta simile: bisogna capire se l’aria non viene aspirata, se non viene compressa, se viene compressa ma si perde, oppure se il sistema di controllo impedisce il corretto caricamento.

In questa guida vedremo cosa fare se il compressore non carica aria, partendo dai controlli più semplici fino alle cause più serie. L’obiettivo è aiutarti a capire dove guardare, quali prove fare in sicurezza e quando fermarti per chiamare un tecnico. Perché l’aria compressa è utile, ma non è innocua. Un serbatoio in pressione, una valvola manomessa o un pressostato regolato male possono diventare pericolosi. Meglio risolvere con metodo, non a tentativi.

Prima regola: lavorare in sicurezza

Prima di controllare il compressore, scollega l’alimentazione elettrica e scarica completamente l’aria dal serbatoio. Questa è la regola più importante. Anche se il motore è spento, il serbatoio può essere ancora in pressione. Aprire un raccordo, smontare una valvola o toccare un tubo carico d’aria può causare uno scatto improvviso e pericoloso.

Scarica l’aria dal rubinetto di uscita o dalla valvola di scarico condensa, seguendo le istruzioni del tuo modello. Attendi che il manometro del serbatoio arrivi a zero. Non fidarti solo del rumore. Guarda la lancetta. Se il compressore ha due manometri, uno può indicare la pressione nel serbatoio e l’altro quella regolata in uscita. Devi sapere quale stai leggendo.

Non manomettere la valvola di sicurezza. È quel componente che interviene quando la pressione supera il limite previsto. Se sfiata, non va bloccata, tappata o caricata con molle improvvisate. Sta segnalando un problema, spesso legato al pressostato o alla mancata interruzione del motore. Bloccarla significa togliere una protezione essenziale.

Evita anche di regolare il pressostato a caso. Molti compressori hanno pressioni massime precise, indicate sulla targhetta e nel manuale. Aumentare la pressione di intervento per “farlo caricare di più” può stressare serbatoio, motore, guarnizioni e tubazioni. Se il compressore non arriva alla pressione normale, non devi alzare il limite. Devi capire perché non ci arriva.

Capire che cosa significa non carica aria

La frase “il compressore non carica aria” può indicare sintomi diversi. Il motore potrebbe non partire affatto. Oppure il motore parte, ma la pressione resta a zero. Oppure la pressione sale lentamente e non raggiunge mai il valore massimo. Oppure il compressore carica, ma appena si spegne perde subito aria. Ogni scenario porta verso cause differenti.

Se il motore non parte, il problema non è ancora la compressione dell’aria. Devi controllare alimentazione elettrica, interruttore, pressostato, condensatore, protezione termica e motore. Se invece il motore gira e il gruppo pompante lavora, ma il serbatoio non si riempie, allora il problema riguarda aspirazione, compressione, valvole, perdite o ritorno dell’aria.

Osserva il manometro del serbatoio. Sale anche di poco? Resta inchiodato a zero? Arriva a 2 o 3 bar e poi non va oltre? Il compressore continua a girare senza fermarsi? Senti aria uscire da qualche punto? Queste domande sono la base della diagnosi. Non serve essere meccanici per ascoltare e osservare.

Un piccolo esempio pratico. Se il compressore arriva a 4 bar ma non supera quel valore, spesso c’è una perdita importante o un problema di valvole interne. Se invece non sale nemmeno a 1 bar, potrebbe esserci una valvola di scarico aperta, una guarnizione rotta, una lamella spezzata o un collegamento completamente aperto. I dettagli contano.

Controllare se l’aria esce da qualche punto

La prima verifica concreta riguarda le perdite. Un compressore può produrre aria, ma perderla quasi subito. In quel caso sembra che non carichi, mentre in realtà sta caricando e scaricando nello stesso momento. Le perdite possono trovarsi su raccordi, tubo di mandata, pressostato, valvola di non ritorno, rubinetto di uscita, regolatore, valvola di scarico condensa o serbatoio.

Con il compressore spento e in pressione, ascolta. Un sibilo continuo è un indizio chiaro. Se non lo senti, puoi usare acqua e sapone su raccordi e giunzioni accessibili. Si formano bolle dove l’aria esce. È un metodo vecchio, ma funziona ancora benissimo. Non usare fiamme. Sembra ovvio, ma è meglio dirlo.

Controlla il rubinetto di scarico condensa sotto il serbatoio. Se resta leggermente aperto, l’aria esce mentre il compressore prova a caricare. A volte basta un granello di sporco o una guarnizione indurita per farlo sfiatare. Lo stesso vale per il rubinetto di uscita o per un attacco rapido rovinato. Gli attacchi rapidi, dopo anni di uso, possono perdere anche senza tubo collegato.

Se la perdita viene dal pressostato, in particolare dalla valvolina di scarico collegata al tubicino della valvola di non ritorno, bisogna capire quando avviene. Un piccolo sfiato dopo lo spegnimento è normale: serve a scaricare la pressione dalla testa del compressore e facilitare la ripartenza. Un sibilo continuo mentre il compressore gira o dopo che si è fermato può indicare valvola di non ritorno difettosa o valvolina del pressostato che non chiude.

Filtro di aspirazione ostruito

Il compressore deve aspirare aria dall’esterno prima di comprimerla. Se il filtro di aspirazione è sporco, intasato o danneggiato, entra meno aria e la pressione sale lentamente. Nei casi più gravi il compressore lavora tanto, scalda di più e carica pochissimo. È una causa semplice, ma spesso trascurata.

Il filtro di aspirazione si trova di solito sulla testa del gruppo pompante. Può essere una piccola scatola, un cilindro o un tappo con elemento filtrante interno. Nei compressori usati in ambienti polverosi, come garage, falegnamerie, cantieri o officine, si sporca rapidamente. Se usi il compressore per soffiare polvere e poi lo lasci aspirare nella stessa aria piena di particelle, il filtro prima o poi presenta il conto.

Controllalo solo a macchina spenta, scollegata e scarica. Se il filtro è lavabile, puliscilo secondo il manuale. Se è in carta o materiale deteriorato, sostituiscilo. Non usare il compressore senza filtro “tanto per provare” in ambienti sporchi. Una breve prova tecnica può essere fatta solo con cautela e da chi sa cosa sta facendo, ma lavorare senza filtro porta polvere dentro cilindro, valvole e pistone.

Un filtro pulito non risolve valvole rotte o fasce consumate, ma è sempre il primo controllo sensato. Costa poco, richiede pochi minuti e può restituire prestazioni a un compressore che sembrava stanco.

Valvola di non ritorno difettosa

La valvola di non ritorno, chiamata anche valvola di ritegno, ha un compito preciso: lascia entrare l’aria compressa nel serbatoio e impedire che torni indietro verso la testa del compressore. Se non chiude bene, l’aria può rientrare nel tubo di mandata o uscire dalla valvola di scarico del pressostato. Il risultato è un compressore che fatica a caricare, perde pressione o non riparte correttamente.

Un sintomo tipico è il sibilo continuo dal pressostato quando il serbatoio è in pressione. Dopo lo spegnimento, il pressostato scarica una piccola quantità d’aria dalla linea tra testa e valvola di non ritorno. Poi dovrebbe smettere. Se continua a soffiare, la valvola di non ritorno potrebbe non tenere e l’aria del serbatoio sta tornando indietro.

Un altro sintomo riguarda la ripartenza faticosa. Il motore prova ad avviarsi, ronza, parte male o scatta la protezione. Questo può accadere se la testa resta in pressione perché la valvola o lo scarico del pressostato non lavorano bene. Il motore si trova a ripartire “sotto carico”, come una bicicletta lasciata in salita con il rapporto sbagliato.

La valvola di non ritorno si può pulire o sostituire, ma va smontata solo dopo aver scaricato completamente il serbatoio. Dentro può esserci pressione residua. Se non hai esperienza, meglio far intervenire un tecnico. Il ricambio deve essere compatibile con filettatura, pressione e modello del compressore.

Pressostato che non lavora correttamente

Il pressostato controlla l’accensione e lo spegnimento del compressore in base alla pressione del serbatoio. Quando la pressione scende sotto un certo valore, fa partire il motore. Quando raggiunge la pressione massima, lo ferma. Se il pressostato è guasto, sporco, regolato male o con contatti danneggiati, il compressore può non partire, non fermarsi o comportarsi in modo irregolare.

Nel caso di un compressore che non carica aria, il pressostato può essere coinvolto in due modi. Può non alimentare correttamente il motore, quindi il gruppo pompante non lavora come dovrebbe. Oppure può avere problemi alla valvolina di scarico, che resta aperta e lascia uscire aria. Se senti sfiatare dal pressostato mentre il compressore tenta di caricare, guarda con attenzione questa zona.

Non aprire il pressostato con la macchina collegata alla corrente. Dentro ci sono contatti elettrici. Inoltre, la regolazione interna non va modificata a caso. Alcuni pressostati permettono tarature, ma non è un invito a sperimentare. La pressione massima del compressore deve restare entro i limiti del serbatoio e della valvola di sicurezza.

Se sospetti il pressostato, il controllo migliore è tecnico. Un professionista può verificare continuità, intervento, scarico testa e pressione di stacco. Se il componente è vecchio o difettoso, spesso conviene sostituirlo. È un pezzo importante, non un semplice interruttore qualsiasi.

Valvole interne della testa usurate o rotte

Nei compressori a pistone, l’aria entra e esce dal cilindro attraverso valvole interne, spesso lamellari. Una valvola di aspirazione lascia entrare aria nel cilindro. Una valvola di mandata la invia verso il serbatoio. Se una di queste valvole è rotta, deformata, sporca o incrostata, il compressore non riesce più a comprimere bene. Il motore gira, il pistone si muove, ma la pressione non sale come dovrebbe.

Un indizio classico è la pressione che sale lentamente e non raggiunge mai il valore massimo. Il compressore continua a lavorare, scalda, fa rumore, ma resta bloccato a pochi bar. A volte si sente aria soffiare dal filtro di aspirazione durante la fase di compressione. Questo può indicare che l’aria torna indietro perché la valvola di aspirazione non chiude correttamente.

Le valvole interne non si controllano dall’esterno in modo completo. Bisogna aprire la testa del compressore, verificare lamelle, guarnizioni, piastra valvole e superfici di tenuta. È un lavoro possibile per chi ha manualità meccanica, ma richiede attenzione. Guarnizioni montate male, serraggi errati o sporco dentro la testa possono peggiorare il problema.

Se il compressore è economico e molto vecchio, bisogna valutare se conviene riparare. Se invece è un modello professionale o di buona qualità, sostituire piastra valvole e guarnizioni può riportarlo in efficienza. In ogni caso, se non hai dimestichezza, meglio affidarsi a un centro assistenza.

Fasce del pistone o gruppo pompante usurati

Quando le fasce del pistone sono consumate, l’aria compressa passa oltre il pistone invece di essere spinta verso il serbatoio. Il compressore perde efficienza, carica lentamente e può non raggiungere più la pressione nominale. Nei modelli lubrificati, l’usura può essere accompagnata da consumo d’olio, vapori, surriscaldamento o aria più sporca in uscita.

Questo problema compare spesso su compressori molto usati, poco lubrificati o impiegati in ambienti polverosi. Se il filtro aspirazione è stato trascurato per anni, la polvere entra nel cilindro e accelera l’usura. Se l’olio è insufficiente o vecchio, il gruppo pompante lavora male. Come sempre, la manutenzione mancata si paga più avanti.

Un compressore con fasce usurate di solito non smette di caricare da un giorno all’altro. Peggiora gradualmente. Prima impiega più tempo a raggiungere la pressione. Poi non arriva più al massimo. Infine lavora quasi a vuoto. Se ti sembra che “una volta caricava in due minuti e ora ce ne mette dieci”, è un segnale da non ignorare.

La riparazione richiede apertura del gruppo pompante, controllo cilindro, pistone, fasce e guarnizioni. Su alcuni modelli esistono kit revisione. Su altri, soprattutto piccoli oil free economici, la riparazione può non essere conveniente. La scelta dipende da costo del ricambio, valore del compressore e uso previsto.

Livello dell’olio nei compressori lubrificati

Nei compressori lubrificati, il livello dell’olio è fondamentale. Olio insufficiente significa più attrito, più calore e più usura. Olio troppo vecchio o contaminato perde capacità lubrificante. Un gruppo pompante che lavora male può perdere compressione o danneggiarsi. Se il compressore non carica aria come prima e non controlli l’olio da mesi, parti da lì.

Il livello si verifica con astina o oblò, a compressore spento e su superficie piana. Il valore corretto è indicato dal manuale. Non riempire oltre il massimo pensando di proteggere meglio il motore. Troppo olio può creare altri problemi, come trascinamento d’olio nell’aria o funzionamento irregolare.

Usa l’olio consigliato dal produttore. Non tutti gli oli sono uguali. Un olio inadatto può creare schiuma, depositi o lubrificazione insufficiente. Se l’olio appare nero, denso, lattiginoso o pieno di impurità, va sostituito. L’olio lattiginoso può indicare presenza di acqua o condensa, situazione che richiede attenzione.

Un basso livello d’olio non spiega sempre un mancato caricamento immediato, ma può essere la causa dell’usura che lo ha provocato. Controllarlo è semplice e previene guasti più costosi.

Cinghia lenta o rotta nei compressori a cinghia

Nei compressori a cinghia, il motore elettrico trasmette il movimento al gruppo pompante tramite una cinghia. Se la cinghia è lenta, consumata, slitta o si rompe, il motore può girare ma il compressore non carica aria correttamente. In alcuni casi senti il motore funzionare, ma il gruppo pompante gira poco o non gira affatto.

Una cinghia che slitta può produrre odore di gomma calda, rumore stridulo o vibrazioni. La pressione sale lentamente perché il pompante non riceve tutta la potenza. Se la cinghia è rotta, il motore gira a vuoto e la pressione resta ferma. Il controllo visivo, a macchina scollegata, è spesso sufficiente per capire se c’è un problema evidente.

Non mettere le mani vicino a pulegge e cinghia con il compressore collegato. Anche un avvio improvviso può ferire seriamente. Se devi controllare tensione o allineamento, scollega la corrente e scarica il serbatoio. La regolazione della cinghia deve rispettare le indicazioni del produttore: troppo lenta slitta, troppo tesa stressa cuscinetti e motore.

Se sostituisci la cinghia, usa misura e profilo corretti. Una cinghia “quasi uguale” può lavorare male, usurarsi presto o uscire dalla puleggia. Dopo la sostituzione, controlla il caricamento e l’assenza di vibrazioni anomale.

Regolatore di pressione e uscita aria

A volte il compressore carica aria nel serbatoio, ma sembra non caricare perché dall’uscita non arriva pressione. In questo caso il manometro del serbatoio sale, ma quello del regolatore resta basso o a zero. Il problema può essere il regolatore di pressione chiuso, guasto o impostato male, oppure un attacco rapido ostruito.

Controlla quale manometro stai guardando. Nei compressori piccoli ci sono spesso due strumenti. Uno indica la pressione interna del serbatoio. L’altro indica la pressione regolata disponibile per l’utensile. Se il serbatoio è a 8 bar ma l’uscita è a zero, non è un problema di caricamento. È un problema di regolazione o uscita.

Ruota la manopola del regolatore secondo le istruzioni. Alcune vanno tirate verso l’alto prima di essere regolate, poi premute per bloccarle. Se la manopola gira ma la pressione non cambia, il regolatore potrebbe essere difettoso. Se l’aria esce solo a tratti, può esserci sporco o condensa nell’attacco.

Questo è un errore di diagnosi molto comune. Si pensa che il compressore non carichi, ma in realtà il serbatoio è pieno e l’aria non passa verso il tubo. Per questo bisogna sempre guardare entrambi i manometri e capire cosa indicano.

Condensa e sporco nel serbatoio

Il compressore produce condensa. È normale. L’aria contiene umidità e, quando viene compressa e raffreddata, parte di questa umidità diventa acqua nel serbatoio. Se non scarichi regolarmente la condensa, l’acqua si accumula, riduce il volume utile, favorisce corrosione e può trascinare sporco nei raccordi.

Un serbatoio pieno di condensa non impedisce sempre il caricamento, ma peggiora prestazioni e sicurezza. Inoltre, la valvola di scarico può sporcarsi e perdere. In casi estremi, la corrosione interna può danneggiare il serbatoio. Un serbatoio arrugginito è una cosa seria, perché lavora in pressione.

Scarica la condensa a compressore spento e con pressione ridotta, seguendo il manuale. Apri lentamente la valvola sotto il serbatoio e lascia uscire acqua e aria. Se esce acqua marrone, significa che c’è ruggine. Non è raro, ma è un segnale da monitorare. Se noti perdite, gonfiori, corrosione importante o danni al serbatoio, non usare il compressore.

La manutenzione della condensa è una di quelle cose noiose che salvano il compressore. Ci vogliono pochi secondi, ma molti se ne dimenticano per anni. Poi il compressore perde, carica male o diventa insicuro.

Compressore che gira ma non si ferma mai

Se il compressore gira senza fermarsi, bisogna capire se non raggiunge la pressione di arresto o se la raggiunge ma il pressostato non interviene. Nel primo caso il manometro resta sotto il valore massimo e il problema riguarda perdite, aspirazione, valvole, pistone o cinghia. Nel secondo caso il manometro supera la pressione normale e la valvola di sicurezza può intervenire. Questa è una situazione da fermare subito.

Se la pressione non sale oltre un certo valore, non lasciare il compressore acceso per mezz’ora sperando che ce la faccia. Il motore e la testa possono surriscaldarsi. I compressori domestici e molti modelli hobbistici hanno cicli di lavoro limitati. Non sono progettati per girare continuamente senza pausa.

Se invece la pressione sale troppo e il compressore non si spegne, spegnilo manualmente e scollega l’alimentazione. Non usare l’apparecchio finché il pressostato non viene controllato. La valvola di sicurezza può proteggere dal sovraccarico, ma non deve essere usata come normale sistema di arresto.

Un compressore che non si ferma mai ti sta dicendo qualcosa. O non riesce a comprimere abbastanza, o non viene comandato correttamente. In entrambi i casi serve diagnosi.

Compressore oil free che non carica aria

I compressori oil free, cioè senza olio, sono pratici perché richiedono meno manutenzione ordinaria e non contaminano l’aria con lubrificante. Però il gruppo pompante usa materiali e guarnizioni che, con il tempo, si consumano. Quando questo accade, la pressione sale lentamente o non sale affatto.

Nei piccoli compressori oil free, una causa frequente è l’usura della fascia in materiale sintetico sul pistone o della guarnizione della testa. Il motore gira, ma l’aria passa dove non dovrebbe. A volte il compressore diventa anche più rumoroso del solito. Altre volte scalda molto e carica poco.

Il filtro di aspirazione resta comunque da controllare. Anche un oil free ha bisogno di aria pulita. Se il filtro è ostruito, le prestazioni calano. Se invece il filtro è pulito e non ci sono perdite esterne, il problema può essere nel gruppo pompante.

Su molti modelli economici, i ricambi esistono ma la riparazione può non convenire. Su modelli professionali, invece, sostituire kit guarnizioni e fasce può essere sensato. La valutazione dipende dal costo e dall’uso che fai del compressore.

Quando chiamare un tecnico

Conviene chiamare un tecnico quando il compressore non carica nonostante filtro pulito e assenza di perdite evidenti, quando la valvola di sicurezza interviene, quando il pressostato non ferma il motore, quando senti sfiati continui dal pressostato, quando il motore fatica a ripartire, quando il serbatoio mostra ruggine importante o quando devi aprire la testa del gruppo pompante senza avere esperienza.

Serve assistenza anche se il compressore è usato in ambito professionale. In quel caso affidabilità e sicurezza non sono opzionali. Un compressore che lavora male può fermare utensili, rovinare verniciature, danneggiare impianti pneumatici e consumare più energia. Rimandare la riparazione spesso costa più dell’intervento.

Prima di chiamare, annota modello, pressione massima, sintomi, valore a cui si ferma il manometro, presenza di perdite, rumori anomali e interventi già fatti. Se dici al tecnico “non carica”, deve partire da zero. Se dici “sale fino a 3 bar, poi continua a girare e sento aria dal filtro”, la diagnosi è molto più rapida.

Non vergognarti di scoprire che era un rubinetto aperto o un attacco che perde. Succede. L’importante è arrivarci in sicurezza e senza smontare mezzo compressore inutilmente.

Come prevenire il problema

La prevenzione parte dalla manutenzione ordinaria. Pulisci o sostituisci il filtro di aspirazione, scarica la condensa dal serbatoio, controlla l’olio nei modelli lubrificati, verifica perdite sui raccordi e non superare i cicli di lavoro previsti. Un compressore piccolo usato come se fosse un modello industriale si usura in fretta.

Usa tubi e raccordi in buono stato. Un tubo screpolato o un attacco rapido scadente può far perdere pressione e costringere il compressore a lavorare più del necessario. Se il compressore riparte continuamente anche quando non usi aria, c’è una perdita da cercare. Non considerarla normale.

Tieni il compressore in un ambiente pulito, asciutto e ventilato. Polvere e umidità sono due nemici costanti. La polvere intasa il filtro e raggiunge il gruppo pompante. L’umidità crea condensa e favorisce corrosione. Se lavori in un ambiente molto polveroso, controlla il filtro più spesso.

Rispetta le pressioni degli utensili. Usare sempre il massimo non serve. Ogni utensile ha una pressione consigliata. Regolare bene l’uscita riduce sprechi, stress e ripartenze continue. Un compressore trattato con cura carica meglio, dura di più e ti lascia lavorare senza sorprese.

Conclusioni

Se il compressore non carica aria, non partire subito dalla conclusione più costosa. Procedi con metodo. Prima verifica che il motore giri e che il manometro del serbatoio indichi davvero mancato accumulo di pressione. Poi cerca perdite evidenti, controlla rubinetti, attacchi, scarico condensa, filtro di aspirazione e regolatore. Molti problemi nascono da dettagli semplici.

Se l’aria esce dal pressostato, la valvola di non ritorno è una sospettata importante. Se il compressore sale lentamente e non raggiunge la pressione, guarda verso filtro, valvole interne, fasce del pistone, cinghia o gruppo pompante. Se il compressore supera la pressione normale e non si ferma, spegnilo e fai controllare il pressostato. Se la valvola di sicurezza sfiata, non bloccarla mai.

La sicurezza viene prima della riparazione. Scarica sempre il serbatoio e scollega la corrente prima di qualsiasi controllo. Non aprire componenti in pressione, non modificare tarature senza competenza e non usare un serbatoio danneggiato. L’aria compressa sembra innocua perché non si vede, ma accumula energia.

Con controlli ordinati e manutenzione regolare, molti casi si risolvono senza drammi. E quando il problema è interno, almeno saprai descriverlo bene al tecnico. Il compressore tornerà a caricare aria, ma soprattutto tornerà a farlo in modo sicuro, stabile e affidabile. Che poi è ciò che serve davvero quando hai un lavoro da finire e non vuoi perdere tempo dietro a un manometro fermo.

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