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Come Allontanare i Pipistrelli con Rimedi Naturali

Indice

  • 1 Prima di tutto: i pipistrelli non sono parassiti da eliminare
  • 2 Capire dove si trovano e quanti sono
  • 3 Il periodo giusto per allontanarli
  • 4 Se un pipistrello entra in casa
  • 5 Il rimedio naturale più efficace: l’esclusione non cruenta
  • 6 Sigillare fessure e accessi nel modo corretto
  • 7 Luci, correnti d’aria e disturbo controllato
  • 8 Odori forti: funzionano davvero?
  • 9 Ultrasuoni e dispositivi elettronici
  • 10 Come gestire guano e pulizia
  • 11 Offrire un’alternativa: la bat box
  • 12 Come prevenire il ritorno
  • 13 Cosa evitare assolutamente
  • 14 Quando chiamare un esperto
  • 15 Conclusioni

Trovare pipistrelli in casa, nel sottotetto, dietro una persiana o vicino al balcone può spiazzare. Anche chi ama gli animali, davanti a un frullio improvviso al tramonto o a piccoli escrementi sul davanzale, può sentirsi a disagio. La prima tentazione è cercare un rimedio rapido: un odore forte, un ultrasuono, una luce, qualcosa che li faccia andare via subito. Ma con i pipistrelli bisogna ragionare con calma. Sono animali protetti, sono preziosi per l’ambiente e non devono essere feriti, intrappolati o disturbati in modo scorretto.

Allontanare i pipistrelli con rimedi naturali significa usare metodi non violenti e rispettosi, non improvvisare soluzioni aggressive. Il metodo più efficace non è spruzzare sostanze dall’odore intenso o riempire il sottotetto di prodotti “repellenti”. La vera soluzione è capire da dove entrano, quando escono, se si tratta di un singolo esemplare o di una colonia, e poi impedire il rientro nel momento giusto. In molti casi si parla di esclusione: i pipistrelli escono da soli per alimentarsi e, dopo, si chiudono in modo sicuro i punti di accesso oppure si usano dispositivi che permettono l’uscita ma non il ritorno.

C’è però una regola fondamentale: non bisogna bloccare i pipistrelli dentro un rifugio. Questo vale sempre, ma diventa ancora più importante nel periodo riproduttivo, quando possono esserci piccoli non ancora capaci di volare. Sigillare fessure in quel momento può intrappolare gli animali, causare sofferenza, cattivi odori e problemi sanitari. Un intervento sbagliato peggiora tutto. Sembra una scorciatoia, ma spesso diventa un guaio.

In questa guida vedremo cosa fare se hai pipistrelli in casa o vicino all’abitazione, quali rimedi naturali hanno senso, quali invece sono poco efficaci o rischiosi, come gestire un esemplare entrato in una stanza, come prevenire il ritorno e quando chiamare un esperto. L’obiettivo è pratico: risolvere il problema senza danneggiare gli animali e senza mettere a rischio la sicurezza della casa.

Prima di tutto: i pipistrelli non sono parassiti da eliminare

I pipistrelli vengono spesso trattati come un problema da disinfestazione, ma questa è una visione sbagliata. Non sono insetti, non sono roditori e non rosicchiano travi, cavi o mobili. Sono mammiferi selvatici, quasi sempre insettivori in Italia, e svolgono un ruolo ecologico molto utile perché si nutrono di grandi quantità di insetti, comprese zanzare e piccoli insetti notturni.

Questo non significa che tu debba accettare una colonia nel sottotetto o escrementi sul terrazzo. La convivenza deve essere ragionevole. Se i pipistrelli occupano un’intercapedine, una soffitta abitata, un cassonetto delle tapparelle o uno spazio vicino alle stanze, è normale voler risolvere. Il punto è farlo nel modo giusto. Allontanare non significa uccidere, avvelenare o sigillare a caso. Significa guidare gli animali fuori da una zona non adatta e impedire che rientrino, possibilmente offrendo alternative esterne.

In Italia i pipistrelli sono tutelati dalla normativa nazionale e da direttive e convenzioni europee. Questo rende ancora più importante evitare metodi dannosi. Non bisogna catturarli, disturbare colonie riproduttive, distruggere rifugi in modo illegittimo o usare sostanze tossiche. Anche se si trovano in una proprietà privata, non diventano automaticamente “eliminabili”.

Una buona gestione parte da un cambio di prospettiva. Non stai combattendo un nemico. Stai risolvendo un conflitto con un animale selvatico protetto che ha trovato nella tua casa un rifugio comodo. E, diciamolo, dal suo punto di vista una fessura calda e tranquilla sotto il tetto è un hotel a cinque stelle.

Capire dove si trovano e quanti sono

Prima di agire, devi capire se hai davanti un singolo pipistrello, un piccolo gruppo o una colonia. La differenza è enorme. Un esemplare entrato per errore in una stanza si gestisce in un modo. Una colonia che usa il sottotetto come rifugio stagionale richiede un approccio più ordinato e, spesso, l’aiuto di un esperto.

I segnali più comuni sono piccoli escrementi sotto un punto preciso, rumori leggeri al tramonto o all’alba, odore intenso in spazi chiusi, macchie scure vicino a fessure di ingresso, presenza di animali che escono in sequenza dopo il tramonto. Gli escrementi dei pipistrelli, chiamati guano, possono sembrare quelli dei topi, ma tendono a sbriciolarsi più facilmente perché contengono resti di insetti. Non toccarli a mani nude e non sollevare polvere.

Il metodo più semplice per individuare l’accesso è osservare la casa al tramonto, da una posizione tranquilla. I pipistrelli escono per alimentarsi quando la luce cala. Se guardi il tetto, il cornicione, le fessure sotto le tegole, le persiane, i cassonetti o le griglie, puoi notare il punto da cui partono. Serve pazienza. A volte escono in pochi minuti. A volte bisogna osservare per più sere.

Non infilare bastoni, schiume o stracci nelle fessure per vedere se “c’è qualcosa”. È un errore. Potresti ferire animali, bloccarli dentro o spingerli in altre parti della casa. L’osservazione esterna è molto più utile e molto meno rischiosa.

Il periodo giusto per allontanarli

Il momento dell’intervento è decisivo. I pipistrelli usano rifugi diversi durante l’anno. In primavera e in estate molte femmine si riuniscono in colonie riproduttive, dove partoriscono e allevano piccoli che per un periodo non sanno volare. In inverno alcune specie possono usare rifugi per il letargo. Intervenire nel momento sbagliato può intrappolare animali vulnerabili.

In generale, gli interventi di esclusione vanno programmati fuori dai periodi più delicati. Il periodo riproduttivo, che indicativamente va dalla tarda primavera all’estate, richiede grande cautela. Se ci sono piccoli non volanti, chiudere gli accessi significa separarli dalle madri o impedirne l’uscita. Il risultato può essere la morte degli animali, cattivi odori, insetti secondari e una situazione peggiore di quella iniziale.

Il periodo più adatto spesso è dopo la fine della stagione riproduttiva, quando i giovani volano autonomamente e la colonia può spostarsi senza danni. In molte situazioni, l’autunno è una finestra più favorevole. Tuttavia il calendario esatto dipende dalla specie, dal clima locale, dal tipo di rifugio e dalla regione. Per questo, se sospetti una colonia, è prudente chiedere consiglio a un centro specializzato, a un naturalista esperto, a un ente locale competente o a un operatore formato.

Se invece hai un singolo pipistrello entrato in casa per errore, il discorso cambia. In quel caso puoi aiutarlo a uscire subito, senza toccarlo, aprendo finestre e spegnendo luci interne. Vedremo tra poco come fare.

Se un pipistrello entra in casa

Un pipistrello che vola in una stanza non sta attaccando nessuno. Di solito è disorientato e cerca una via d’uscita. La scena può sembrare caotica, soprattutto se vola in cerchio, ma la soluzione più efficace è semplice: mantieni la calma, chiudi le porte verso il resto della casa, apri bene una o più finestre verso l’esterno e spegni o abbassa le luci interne. Poi esci dalla stanza o resta fermo in un punto tranquillo.

Non inseguirlo con scope, asciugamani o racchette. Non lanciargli oggetti. Non cercare di prenderlo al volo. Oltre a essere inutile, aumenta lo stress dell’animale e il rischio di contatto. Nella maggior parte dei casi, se trova una finestra aperta, il pipistrello esce da solo. Serve solo dargli spazio e tempo.

Se si posa su una tenda, su una parete o a terra e non riparte, non toccarlo a mani nude. Usa guanti spessi solo se devi intervenire per necessità, oppure coprilo delicatamente con una scatola e fai scivolare sotto un cartoncino, come si fa con un grosso insetto, poi rilascialo all’esterno al tramonto in un punto sicuro e rialzato, se appare vigile. Se l’animale è ferito, debole, piccolo o non riesce a volare, contatta un centro recupero fauna selvatica o un’associazione specializzata.

Attenzione ai contatti diretti. Anche se il rischio è basso, i pipistrelli sono animali selvatici e non vanno manipolati senza protezione. Se una persona viene morsa o graffiata, o se c’è il dubbio di un contatto durante il sonno, bisogna contattare un medico o il servizio sanitario competente per valutare la situazione. Meglio una telefonata in più che una leggerezza.

Il rimedio naturale più efficace: l’esclusione non cruenta

Quando i pipistrelli usano un edificio come rifugio, il rimedio davvero efficace è l’esclusione non cruenta. Non si tratta di spaventarli con odori o rumori, ma di permettere loro di uscire e impedire il rientro. Questo metodo rispetta il comportamento naturale degli animali: di notte escono per nutrirsi, e in quel momento si può intervenire sui punti di accesso, purché non ci siano piccoli non volanti o animali in letargo.

L’esclusione comincia con l’individuazione di tutti gli accessi. Non basta chiudere il foro principale se esistono altre fessure sotto le tegole, griglie rotte, crepe nel muro, spazi dietro grondaie o aperture vicino ai cassonetti. I pipistrelli possono entrare da fessure molto piccole. Una casa con tetto vecchio, sottotetto ventilato e persiane in legno può offrire molte possibilità.

Dopo aver identificato i punti usati, si installano sistemi a uscita unidirezionale, quando appropriato. Sono dispositivi che permettono ai pipistrelli di uscire ma non di rientrare. Possono essere reti, tubi o lembi flessibili montati in modo specifico. Devono essere progettati bene, altrimenti non funzionano o, peggio, intrappolano gli animali. Dopo alcuni giorni di verifica, quando si è certi che il rifugio sia vuoto, gli accessi vengono sigillati in modo permanente.

Questo lavoro sembra semplice sulla carta, ma può diventare complicato su tetti alti, facciate irregolari o colonie numerose. Se hai dubbi, rivolgiti a operatori esperti in fauna selvatica e non a chi propone solo una “disinfestazione” generica. La parola chiave deve essere esclusione, non eliminazione.

Sigillare fessure e accessi nel modo corretto

Sigillare gli accessi è fondamentale, ma solo dopo essersi assicurati che i pipistrelli siano usciti e che il periodo sia adatto. Chiudere una fessura nel momento sbagliato può intrappolare gli animali. Questo è l’errore più grave e, purtroppo, uno dei più comuni. Si vede una crepa, si riempie di schiuma, problema risolto? No. Forse problema moltiplicato.

I materiali per la chiusura devono essere durevoli e adatti al punto da trattare. Si possono usare reti metalliche a maglia fine, sigillanti, malta, scossaline, griglie, riparazioni di tegole e sistemi che impediscono l’ingresso senza bloccare la ventilazione necessaria dell’edificio. La scelta dipende dalla struttura. Una fessura sotto il coppo non si tratta come una crepa nel muro o come una griglia di aerazione.

Bisogna controllare anche accessi secondari. I pipistrelli sono fedeli ai rifugi e possono cercare di rientrare da punti vicini. Se chiudi solo l’apertura principale, potrebbero spostarsi in un’altra intercapedine della stessa casa. Per questo l’ispezione deve essere completa. Cornicioni, sottotetto, abbaini, lucernari, camini, persiane, cassonetti, gronde e passaggi di cavi meritano attenzione.

Dopo la chiusura, osserva per qualche sera. Se vedi pipistrelli che tentano di entrare in un punto nuovo o che escono ancora da una fessura non individuata, bisogna correggere l’intervento. La prevenzione non è un gesto unico. È un piccolo processo.

Luci, correnti d’aria e disturbo controllato

Tra i rimedi naturali, il disturbo ambientale controllato può aiutare in alcune situazioni, soprattutto quando i pipistrelli non hanno ancora formato una colonia stabile o usano un punto in modo occasionale. Luce, maggiore ventilazione e riduzione della tranquillità del rifugio possono rendere un luogo meno attraente. Ma anche qui bisogna usare buon senso e rispettare i periodi delicati.

I pipistrelli amano rifugi bui, tranquilli e protetti. Se un sottotetto non abitato viene reso meno ospitale, per esempio migliorando l’illuminazione temporanea o aumentando la presenza umana in modo non aggressivo, gli animali possono scegliere un altro rifugio. Questo però non deve diventare molestia durante la riproduzione. Se ci sono piccoli, il disturbo può causare abbandoni o stress.

La luce può funzionare solo in spazi specifici e accessibili, non come rimedio universale. Una lampada accesa vicino a una fessura esterna non risolve una colonia installata in profondità nel tetto. Inoltre, illuminare troppo l’esterno può attirare insetti e modificare il comportamento di altri animali. Usala con criterio, non come decorazione natalizia permanente contro i pipistrelli.

Le correnti d’aria possono rendere meno confortevole un rifugio interno, ma non bisogna aprire o modificare strutture in modo pericoloso. Se il sottotetto ha problemi di ventilazione, può avere senso migliorarla per ragioni edilizie oltre che faunistiche. Tuttavia l’obiettivo finale resta sempre chiudere gli accessi dopo l’uscita, non sperare che una luce o una corrente bastino per sempre.

Odori forti: funzionano davvero?

Molti cercano repellenti naturali basati sugli odori: menta, eucalipto, cannella, aglio, oli essenziali, aceto, chiodi di garofano. L’idea è semplice: se l’odore dà fastidio a noi, forse darà fastidio anche ai pipistrelli. Il problema è che l’efficacia reale è limitata e spesso temporanea. I pipistrelli scelgono un rifugio per sicurezza, temperatura, buio e stabilità. Un profumo intenso può disturbare, ma raramente risolve una colonia già insediata.

Gli oli essenziali, inoltre, non sono innocui solo perché naturali. Possono irritare animali, persone sensibili, bambini, animali domestici e superfici. Usarli in grandi quantità in un sottotetto chiuso non è una buona idea. Lo stesso vale per sostanze pungenti distribuite senza criterio. Naturale non significa automaticamente sicuro.

La naftalina, spesso citata online, va evitata. Non è un rimedio naturale innocuo e può essere pericolosa per persone, animali domestici e ambiente. Anche repellenti chimici, spray aggressivi e fumiganti non sono soluzioni corrette. Possono danneggiare i pipistrelli, contaminare ambienti domestici e non risolvere gli accessi strutturali.

Se vuoi usare odori delicati come supporto preventivo in aree esterne non occupate, fallo con prudenza e senza aspettarti miracoli. La soluzione stabile resta sempre la stessa: rendere inaccessibile il rifugio non desiderato, nel periodo giusto e senza intrappolare animali.

Ultrasuoni e dispositivi elettronici

Gli ultrasuoni vengono venduti spesso come rimedio facile contro pipistrelli, topi, insetti e molti altri animali. La promessa è allettante: attacchi una spina e il problema sparisce. Peccato che, per i pipistrelli, questi dispositivi siano spesso inefficaci o poco affidabili. Diverse fonti tecniche e sanitarie indicano che repellenti chimici e ultrasuoni non sono una soluzione efficace per eliminare un rifugio occupato.

I pipistrelli usano l’ecolocalizzazione, quindi è comprensibile pensare che i suoni possano disturbarli. Ma un conto è disturbare temporaneamente, un altro è far abbandonare un rifugio sicuro. Se il posto è caldo, protetto e adatto alla colonia, un apparecchio a ultrasuoni difficilmente risolve in modo definitivo. Gli animali possono abituarsi, spostarsi di poco o rimanere comunque.

In più, affidarsi agli ultrasuoni può farti perdere tempo prezioso. Nel frattempo la colonia resta, il guano aumenta e il periodo adatto all’esclusione può passare. È il classico caso in cui una scorciatoia tecnologica sembra comoda, ma ritarda la soluzione vera.

Se il problema è un pipistrello occasionale su un balcone, un disturbo luminoso o fisico dell’ambiente può bastare. Se il problema è un rifugio in edificio, serve esclusione e sigillatura. La presa elettrica non sostituisce il lavoro sui punti di accesso.

Come gestire guano e pulizia

Il guano dei pipistrelli va gestito con attenzione. Piccole quantità su un davanzale o sotto una persiana possono essere rimosse con guanti, mascherina e panni umidi, evitando di sollevare polvere. Non spazzare a secco. Non usare soffiatori. Non aspirare con un aspirapolvere domestico se il materiale è secco e polveroso, perché potresti disperdere particelle nell’aria.

Per quantità importanti in soffitte o spazi chiusi, meglio rivolgersi a professionisti. Il guano accumulato può contenere microrganismi e attirare insetti. In alcuni contesti, la polvere di escrementi di uccelli o pipistrelli è associata a rischi respiratori, quindi la prudenza è sensata. Non serve panico, ma serve protezione.

La pulizia andrebbe fatta dopo l’esclusione, non mentre gli animali sono ancora presenti. Se pulisci senza risolvere l’accesso, il problema torna. Se pulisci disturbando una colonia, rischi di stressare gli animali. Prima si gestisce l’allontanamento corretto, poi si bonifica l’area.

Dopo la rimozione, le superfici possono essere pulite con detergenti adatti al materiale. Evita prodotti troppo aggressivi se non necessari e arieggia bene. Se il guano ha macchiato legno, pietra o intonaco, potrebbe servire un trattamento specifico. Anche qui, per accumuli estesi, l’intervento professionale è la scelta più sicura.

Offrire un’alternativa: la bat box

Una bat box, o cassetta rifugio per pipistrelli, può aiutare a spostare la presenza degli animali lontano dagli spazi abitati, pur mantenendo il beneficio ecologico della loro presenza. Non è una garanzia immediata, perché i pipistrelli scelgono i rifugi secondo criteri precisi e possono impiegare tempo ad accettare una nuova struttura. Però è una soluzione coerente con un approccio naturale e rispettoso.

La bat box va collocata in un punto adatto: abbastanza alta, tranquilla, esposta in modo corretto e lontana da disturbi e predatori. Deve essere costruita con materiali idonei, senza trattamenti tossici e con fessure interne adatte all’aggancio. Una cassetta messa a caso su un balcone rumoroso e troppo illuminato difficilmente verrà scelta.

La bat box non deve essere usata come scusa per chiudere una colonia dentro un tetto. Prima si fa l’esclusione nel modo giusto, poi si può offrire un’alternativa esterna. In alcuni casi conviene installarla prima dell’intervento, così gli animali hanno già una possibilità vicina quando non potranno più rientrare nel vecchio rifugio.

Se hai un giardino, una facciata tranquilla o un edificio secondario, può valere la pena provarci. I pipistrelli aiutano a contenere gli insetti e, se restano fuori dalla casa, possono diventare alleati discreti. Non fanno rumore, non chiedono cibo e lavorano di notte. Non male come vicini, purché non abitino nel tuo cassonetto della tapparella.

Come prevenire il ritorno

La prevenzione è la parte più importante. Dopo aver allontanato i pipistrelli, devi rendere la casa meno accessibile. Controlla tetto, tegole sollevate, gronde, comignoli, fessure sotto i cornicioni, crepe nel muro, griglie senza rete, lucernari, persiane e cassonetti. I pipistrelli possono usare aperture molto piccole, quindi non sottovalutare fessure strette.

Le griglie di ventilazione devono restare funzionali, ma possono essere protette con reti adatte. I camini inutilizzati possono avere cappelli o protezioni, purché installati correttamente e compatibili con la sicurezza dell’impianto. I cassonetti delle tapparelle possono essere sigillati nei punti di accesso senza bloccare il funzionamento. Le persiane possono essere gestite eliminando spazi troppo favorevoli dietro le ante, quando possibile.

La manutenzione del tetto è essenziale. Tegole rotte, scossaline aperte e tavolati fessurati non attirano solo pipistrelli, ma anche insetti, uccelli, roditori e umidità. Sistemare la struttura è una prevenzione generale. Non è la parte più affascinante della casa, lo so. Ma un tetto ben mantenuto risolve più problemi di qualunque repellente.

Dopo ogni intervento, continua a osservare. Se al tramonto non vedi più uscite e non compaiono nuovi escrementi, sei sulla strada giusta. Se invece noti segni nuovi, c’è ancora un accesso aperto o un punto alternativo da chiudere.

Cosa evitare assolutamente

Non usare veleni, colle, trappole, fumogeni, spray aggressivi o sostanze tossiche. Non sono rimedi naturali, non sono rispettosi e possono essere illegali o pericolosi. Non sigillare fessure senza sapere se dentro ci sono animali. Non intervenire su una colonia nel periodo riproduttivo senza consulenza esperta. Non maneggiare pipistrelli a mani nude.

Non usare la naftalina. Viene spesso consigliata come rimedio odoroso, ma non è una soluzione sicura né ecologica. Può esporre persone e animali domestici a sostanze nocive e non risolve il problema strutturale. Lo stesso vale per ammoniaca, candeggina, solventi, fumo e altri prodotti irritanti.

Non affidarti a chi promette eliminazioni rapide senza parlare di protezione, stagionalità, esclusione e sigillatura. Un professionista serio deve sapere che i pipistrelli sono protetti e deve proporre un intervento non cruento. Se senti frasi come “li sterminiamo” o “chiudiamo tutto subito anche se sono dentro”, cambia interlocutore.

Non sottovalutare nemmeno il rischio di caduta. Molti accessi sono su tetti, gronde e facciate. Salire su scale improvvisate al tramonto per chiudere una fessura non è una buona idea. La sicurezza personale viene prima.

Quando chiamare un esperto

Conviene chiamare un esperto quando sospetti una colonia, quando l’accesso è nel tetto o in un punto alto, quando ci sono accumuli di guano, quando non riesci a individuare l’ingresso, quando il problema si ripete ogni anno o quando ci sono piccoli o animali feriti. In questi casi l’intervento richiede competenza naturalistica e tecnica edilizia.

L’esperto giusto non è solo qualcuno che “toglie animali”. Deve conoscere il comportamento dei pipistrelli, i periodi sensibili, i metodi di esclusione e le norme di tutela. Può essere utile contattare centri regionali dedicati ai chirotteri, associazioni naturalistiche, centri recupero fauna selvatica o operatori specializzati in esclusione non cruenta.

Prima dell’intervento, chiedi come intendono procedere. Dovrebbero parlare di osservazione, individuazione degli accessi, calendario adatto, dispositivi di uscita unidirezionale, sigillatura finale e pulizia. Se propongono solo repellenti o trattamenti chimici, la soluzione probabilmente non è quella giusta.

Nei condomini, avvisa l’amministratore. I pipistrelli possono usare parti comuni come sottotetti, facciate, intercapedini o vani tecnici. Un intervento su un solo balcone può non bastare se l’accesso reale è condominiale. Meglio coordinarsi subito che fare piccoli lavori scollegati.

Conclusioni

Allontanare i pipistrelli con rimedi naturali significa prima di tutto rispettarli. Sono animali protetti, utili e non aggressivi, ma possono creare disagio quando scelgono come rifugio un sottotetto, una persiana, un cassonetto o una fessura dell’abitazione. La soluzione non è eliminarli. La soluzione è escluderli in modo non cruento e impedire il rientro.

Il metodo più efficace è individuare gli accessi, aspettare il periodo adatto, permettere agli animali di uscire e poi sigillare le fessure in modo stabile. In alcuni casi si possono usare supporti naturali come luce, ventilazione o modifiche dell’ambiente per rendere un rifugio meno attraente, ma questi sistemi non sostituiscono la chiusura corretta degli ingressi. Gli odori forti, gli ultrasuoni e i repellenti miracolosi offrono spesso risultati scarsi e temporanei.

Se un singolo pipistrello entra in casa, apri le finestre, spegni le luci interne, chiudi le porte verso le altre stanze e lascialo uscire. Non inseguirlo e non toccarlo a mani nude. Se è ferito o non vola, contatta un centro recupero fauna. Se invece hai una colonia, non improvvisare. Evita interventi nel periodo riproduttivo e chiedi supporto a chi conosce davvero questi animali.

La prevenzione chiude il cerchio. Tetto in ordine, fessure sigillate, griglie protette, cassonetti controllati e una possibile bat box esterna possono ridurre molto il rischio di ritorno. Così proteggi la casa senza danneggiare i pipistrelli. E magari scopri che, fuori dagli spazi abitati, questi piccoli mammiferi notturni sono più alleati che ospiti indesiderati.

Antonello Mostra

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Antonello Mostra è un appassionato di fai da te, giardinaggio, sport e tecnologia.
Il blog personale di Antonello è il luogo in cui condivide la sua esperienza e le sue conoscenze con i lettori. Antonello scrive guide dettagliate su vari argomenti, con l'obiettivo di offrire consigli utili e pratici a chi vuole migliorare la propria vita quotidiana.

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