Indice
- 1 Che cos’è il bollettino 674 per il passaporto
- 2 Prima di compilare: verifica se il bollettino è ancora richiesto
- 3 Quale bollettino usare se viene richiesto il modello 674
- 4 Come compilare il campo “conto corrente”
- 5 Come compilare l’intestazione
- 6 Come compilare la causale
- 7 Come compilare l’importo
- 8 Come compilare i dati del richiedente
- 9 Pagare allo sportello postale
- 10 Differenza tra bollettino e contrassegno amministrativo
- 11 Errori più comuni nella compilazione
- 12 Cosa fare se hai pagato il bollettino sbagliato
- 13 Come preparare la cartellina per l’appuntamento
- 14 Se devi richiedere il passaporto tramite ufficio postale o Comune
- 15 Conclusioni
Compilare il bollettino 674 per il passaporto sembra una piccola formalità, ma è una di quelle operazioni che fanno perdere tempo proprio quando si vorrebbe chiudere la pratica in fretta. Hai già preso appuntamento, hai fatto le fototessere, hai recuperato il documento d’identità, magari hai anche comprato il contrassegno amministrativo. Poi arrivi al pagamento e nasce il dubbio: quale conto corrente devo usare? Che causale devo scrivere? L’importo è 42,50 euro o 42,70 euro? E soprattutto, il bollettino postale si usa ancora?
La prima cosa da chiarire è importante. Per anni, la richiesta del passaporto ordinario ha previsto il pagamento del costo del libretto tramite bollettino postale sul conto corrente 67422808, intestato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento del Tesoro, con causale riferita al rilascio del passaporto elettronico. Questo è il famoso “bollettino 674”, chiamato così in modo informale perché identificato dal numero iniziale del conto corrente postale.
Oggi, però, bisogna controllare con attenzione le istruzioni aggiornate della Polizia di Stato, della Questura competente o dell’ufficio presso cui presenti la domanda. Le modalità di pagamento possono essere cambiate e, in alcune procedure recenti, il vecchio bollettino postale non è più il canale da utilizzare. Questo significa che prima di andare in Posta o compilare un modulo trovato online, devi verificare cosa richiede l’ufficio che riceverà la pratica. Una ricevuta pagata con modalità non accettata può creare ritardi, e nessuno vuole tornare a casa dall’appuntamento per un pagamento sbagliato.
Detto questo, molte persone cercano ancora indicazioni sul bollettino 674 perché hanno ricevuto istruzioni vecchie, devono completare una pratica già avviata, stanno leggendo un modulo cartaceo non aggiornato o vogliono capire come si compilava correttamente. Questa guida ti spiega come fare, quali campi controllare, quali errori evitare e come comportarti se l’importo o la modalità di pagamento indicata non coincidono con le istruzioni più recenti.
Che cos’è il bollettino 674 per il passaporto
Il bollettino 674 per il passaporto è il bollettino di conto corrente postale che veniva usato per pagare il costo del libretto del passaporto elettronico. Il riferimento completo del conto era 67422808. L’intestatario era il Ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento del Tesoro. La causale normalmente indicata era “importo per il rilascio del passaporto elettronico”.
Per molto tempo l’importo del versamento è stato pari a 42,50 euro. Questo pagamento non andava confuso con il contrassegno amministrativo da 73,50 euro, acquistabile presso rivenditori autorizzati, come tabaccherie abilitate. Si trattava di due costi diversi. Il bollettino copriva il libretto. Il contrassegno amministrativo era un’altra voce richiesta per il rilascio del documento.
Il bollettino poteva essere trovato già prestampato negli uffici postali. Questa era la soluzione più comoda, perché riduceva il rischio di sbagliare il numero di conto corrente, l’intestazione o la causale. In alternativa, si poteva compilare un bollettino bianco, facendo molta attenzione a tutti i dati. Un numero sbagliato, una causale incompleta o un intestatario scritto male potevano creare problemi in fase di consegna della domanda.
Oggi, però, parlare del bollettino 674 richiede una precisazione. Se stai preparando una domanda di passaporto nel 2026, non devi basarti solo su vecchie istruzioni trovate in rete o su moduli stampati anni fa. Devi verificare se la Questura richiede ancora quel pagamento oppure se devi usare un nuovo canale, come il pagamento pagoPA o altra modalità indicata ufficialmente. La compilazione corretta parte sempre dalla procedura corretta.
Prima di compilare: verifica se il bollettino è ancora richiesto
Prima ancora di prendere la penna, controlla le istruzioni aggiornate. Questo è il passaggio più importante di tutta la guida. Se oggi l’ufficio competente non accetta più il bollettino postale, compilare perfettamente il vecchio modello non ti aiuterà. Avrai una ricevuta formalmente ordinata, ma forse non utilizzabile per la pratica.
La verifica va fatta sul sito della Polizia di Stato, sulla pagina della Questura della tua provincia o tramite il portale usato per prenotare l’appuntamento. Alcune Questure pubblicano avvisi specifici sulle modalità di pagamento, sugli importi aggiornati e sui documenti da portare. Non tutte le pagine online vengono aggiornate con la stessa velocità, quindi conviene preferire sempre la fonte più recente e più vicina all’ufficio presso cui andrai.
Se hai già un appuntamento, leggi con attenzione la ricevuta o la comunicazione ricevuta dopo la prenotazione. Spesso contiene le istruzioni operative. Se parla espressamente di pagamento con nuovo sistema, segui quello. Se parla ancora di bollettino 674, controlla la data del documento. Un foglio scaricato tempo fa potrebbe non riflettere le regole attuali.
Nel dubbio, contatta la Questura o l’ufficio passaporti. Può sembrare una perdita di tempo, ma è meglio fare una telefonata o inviare una richiesta che presentarsi con un pagamento non valido. Le pratiche passaporto sono già abbastanza stressanti, soprattutto nei periodi di alta richiesta. Un errore sul pagamento è una seccatura evitabile.
Quale bollettino usare se viene richiesto il modello 674
Se l’ufficio ti conferma che devi usare il bollettino 674, la soluzione migliore è andare in un ufficio postale e chiedere il bollettino prestampato per il rilascio del passaporto elettronico. In genere questo modello riporta già il conto corrente corretto, l’intestazione e la causale. Tu dovrai inserire i dati personali, l’importo, se non è già stampato, e firmare dove previsto.
Il bollettino prestampato riduce molto il rischio di errore. Non devi trascrivere a mano il numero di conto corrente e non devi inventare la causale. Se l’operatore postale ti fornisce un modulo già predisposto, controlla comunque che sia quello giusto. Il conto corrente deve essere quello indicato dalle istruzioni ricevute, e l’intestatario deve corrispondere al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento del Tesoro.
Se non trovi il bollettino prestampato, puoi chiedere se è possibile usare un bollettino bianco. In quel caso devi compilare tutto con precisione. Non usare abbreviazioni strane, non modificare la causale e non arrotondare l’importo. Se l’istruzione dice 42,50 euro, scrivi 42,50 euro. Se invece l’istruzione aggiornata indica un importo diverso o un canale diverso, non usare il vecchio modello.
Un consiglio pratico: porta con te le istruzioni stampate o salvate sul telefono. Se in Posta nasce un dubbio, puoi mostrare conto, intestazione e causale. Capita che l’operatore chieda conferma o che tu abbia davanti più moduli simili. Avere il riferimento sotto mano evita confusione.
Come compilare il campo “conto corrente”
Nel vecchio bollettino per il passaporto, il conto corrente postale da indicare era 67422808. Questo numero identificava il conto su cui effettuare il versamento per il costo del libretto. Se usi un bollettino prestampato, il numero dovrebbe essere già presente. Se usi un bollettino bianco, devi scriverlo con attenzione, cifra per cifra.
Questo campo non ammette approssimazioni. Un numero errato può indirizzare il pagamento verso un conto sbagliato o rendere il versamento inutilizzabile. Prima di consegnare il bollettino allo sportello, rileggi il numero lentamente. Non fidarti della memoria. Copialo dalle istruzioni ufficiali o dal modulo prestampato.
Se stai compilando a mano, scrivi in modo leggibile. I bollettini vengono letti e registrati, quindi una cifra ambigua può creare problemi. Il 7 deve sembrare un 7, lo 0 deve sembrare uno 0, il 2 non deve sembrare un 7. Sembra una raccomandazione da scuola elementare, ma su questi moduli la chiarezza è tutto.
Se ti accorgi di aver sbagliato il numero di conto, non correggere con scarabocchi. Meglio prendere un nuovo bollettino. Le correzioni confuse possono far respingere il pagamento o creare dubbi in Questura. Quando si tratta di documenti ufficiali, un modulo pulito vale più di una correzione fatta al volo.
Come compilare l’intestazione
L’intestazione storicamente usata per il bollettino passaporto era “Ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento del Tesoro”. Alcuni moduli riportavano forme leggermente più estese o con punteggiatura diversa, ma il riferimento essenziale era questo. Se hai il bollettino prestampato, controlla che l’intestazione sia già indicata correttamente.
Se devi scriverla a mano, non sostituirla con formule generiche come “Ministero” o “Questura”. Il pagamento non è intestato alla Questura, anche se la domanda viene presentata lì. È intestato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento del Tesoro. Questo è un errore abbastanza comune, perché il cittadino associa il passaporto alla Polizia di Stato e pensa che il pagamento vada alla Questura. Invece no.
Scrivi l’intestazione in modo leggibile e completo. Se lo spazio è poco, puoi usare abbreviazioni solo se comunemente accettate e se il modulo prestampato le prevede. Però, quando possibile, è meglio riportare la formula per intero. Una riga scritta bene evita domande allo sportello e dubbi successivi.
Se il bollettino che ti viene consegnato riporta un’intestazione diversa da quella indicata nelle istruzioni ufficiali, fermati e chiedi chiarimento prima di pagare. Non pensare “sarà lo stesso”. In materia di versamenti pubblici, piccoli dettagli possono contare.
Come compilare la causale
La causale del vecchio bollettino per il passaporto era “importo per il rilascio del passaporto elettronico”. Questa frase serviva a identificare il motivo del versamento. Anche qui, se usi il bollettino prestampato, la causale dovrebbe essere già riportata. Se compili un bollettino bianco, devi inserirla tu.
Non scrivere causali troppo brevi, come “passaporto” o “rilascio documento”, se le istruzioni indicano una formula specifica. La causale corretta aiuta l’amministrazione a collegare il pagamento alla pratica giusta. Non serve aggiungere frasi personali, numeri di appuntamento o spiegazioni lunghe, salvo richiesta esplicita dell’ufficio.
Evita anche errori come “rinnovo passaporto elettronico” quando l’istruzione dice “rilascio”. In Italia, tecnicamente, il passaporto non viene rinnovato come un abbonamento: alla scadenza si richiede un nuovo documento. Nel linguaggio comune diciamo tutti “rinnovare il passaporto”, ma sulla causale conviene usare la formula indicata.
Se stai chiedendo il passaporto per un minore, la causale resta comunque collegata al rilascio del passaporto elettronico. Non devi inventare una causale specifica tipo “passaporto figlio minore”, a meno che l’ufficio non lo richieda. I dati del minore entreranno nei campi del richiedente o nella documentazione allegata, non nella causale.
Come compilare l’importo
Il vecchio importo del bollettino 674 era 42,50 euro. Questo importo riguardava il costo del libretto del passaporto ordinario. Tuttavia, oggi è essenziale verificare l’importo aggiornato, perché le istruzioni ufficiali più recenti hanno indicato nuove modalità e una rimodulazione dell’importo. Se il tuo ufficio richiede ancora un pagamento collegato alla vecchia procedura, devi seguire esattamente l’importo indicato nelle istruzioni ricevute.
Nel bollettino, l’importo va scritto sia in cifre sia, quando previsto, in lettere. In cifre userai il formato con euro e centesimi, per esempio 42,50. In lettere puoi scrivere “quarantadue/50” oppure la forma richiesta dal modello. L’importante è che cifre e lettere coincidano. Se scrivi 42,50 in un punto e quarantadue/00 nell’altro, crei un’incongruenza.
Non aggiungere il costo del contrassegno amministrativo nel bollettino. Questo è un errore da evitare. Il contrassegno da 73,50 euro, quando richiesto, si acquista separatamente presso rivenditori autorizzati. Non va sommato al bollettino. Quindi, nella vecchia procedura, non dovevi versare 116,00 euro sul conto 67422808. Dovevi pagare il bollettino per il libretto e acquistare a parte il contrassegno.
Se l’ufficio oggi ti chiede un pagamento pagoPA o altra modalità con importo diverso, non compilare il vecchio bollettino da 42,50 euro solo perché lo hai sempre fatto così. L’importo deve essere quello attuale e il canale deve essere quello accettato.
Come compilare i dati del richiedente
Il bollettino deve riportare i dati della persona per cui viene richiesto il passaporto. Questo punto è molto importante. Se stai chiedendo il passaporto per te, inserisci i tuoi dati. Se stai chiedendo il passaporto per tuo figlio minorenne, il versamento deve essere riferito al minore richiedente, non al genitore che materialmente paga allo sportello, salvo diversa indicazione dell’ufficio.
I dati richiesti di solito includono nome, cognome, indirizzo, codice fiscale o altri riferimenti anagrafici, a seconda del modello. Compila tutto in modo leggibile. Se il richiedente ha doppio nome o doppio cognome, riportali come risultano dal documento d’identità. Non usare soprannomi, abbreviazioni o nomi incompleti.
Nel caso dei minori, molti errori nascono proprio qui. Il genitore va in Posta, paga, e inserisce i propri dati perché è lui a fare materialmente il versamento. Poi in Questura emerge che la ricevuta non è intestata al minore. Non sempre questo crea un blocco, ma può generare richieste di chiarimento. Meglio evitare il problema alla radice.
Se il modulo ha un campo “eseguito da” e uno “per conto di”, chiedi all’operatore come compilarlo in base alla pratica. La regola pratica resta questa: il pagamento deve essere riconducibile al richiedente del passaporto. Se il richiedente è un minore, la ricevuta deve far capire che il pagamento riguarda lui.
Pagare allo sportello postale
Una volta compilato il bollettino, consegnalo allo sportello postale e paga l’importo dovuto. L’operatore rilascerà una ricevuta. Questa ricevuta è il documento che dovrai portare all’appuntamento per il passaporto. Non perderla. Senza ricevuta, il pagamento può risultare difficile da dimostrare.
Controlla subito la ricevuta prima di uscire dall’ufficio postale. Verifica importo, conto corrente, data del pagamento e dati principali. Se noti un errore, segnalalo immediatamente. Correggere un problema mentre sei ancora allo sportello è molto più semplice che accorgersene il giorno dell’appuntamento.
Conserva la ricevuta in originale. In molti casi viene richiesta proprio l’attestazione originale del versamento. Una foto sul telefono può essere utile come copia di sicurezza, ma non sempre sostituisce l’originale cartaceo. Fai una scansione o una foto, certo, ma poi metti la ricevuta fisica insieme agli altri documenti.
Non plastificare, tagliare o modificare la ricevuta. Sembra strano doverlo dire, ma qualcuno lo fa per “proteggerla”. Meglio inserirla in una cartellina trasparente. Deve restare leggibile e integra.
Differenza tra bollettino e contrassegno amministrativo
Una delle confusioni più frequenti riguarda la differenza tra bollettino e contrassegno amministrativo. Il bollettino 674 era il pagamento del libretto del passaporto. Il contrassegno amministrativo da 73,50 euro, invece, era un pagamento separato da acquistare presso rivenditori di valori bollati. Entrambi potevano essere richiesti nella pratica, ma non erano la stessa cosa.
Il contrassegno non si compila come un bollettino. Si compra già emesso, con valore indicato, e si presenta insieme alla domanda. Non devi scriverci sopra nulla se non richiesto. Non devi attaccarlo a caso sul modulo se l’ufficio non lo prevede. In genere si consegna con la documentazione e sarà l’ufficio a gestirlo secondo procedura.
Il bollettino, invece, produce una ricevuta di pagamento. Questa ricevuta dimostra che hai pagato il costo del libretto. Quindi, nella cartellina per l’appuntamento, devi tenere distinti i documenti: modulo di richiesta, documento d’identità, fototessere, vecchio passaporto se presente, ricevuta del pagamento e contrassegno amministrativo se richiesto.
Se oggi la procedura usa un pagamento digitale o pagoPA, la logica resta simile: avrai una ricevuta o attestazione di pagamento da presentare o associare alla pratica. Ma non devi confonderla con il contrassegno amministrativo, che segue istruzioni proprie.
Errori più comuni nella compilazione
L’errore più comune è usare istruzioni vecchie senza verificarle. Nel caso del passaporto, questo è particolarmente rischioso perché le modalità di pagamento sono cambiate o possono cambiare. Un articolo letto anni fa, una fotocopia trovata in un cassetto o un modulo scaricato da una pagina non aggiornata non sono garanzie sufficienti.
Un altro errore frequente è sbagliare il conto corrente. Il numero 67422808 deve essere copiato esattamente quando il bollettino è richiesto. Una cifra invertita può rendere il pagamento non valido per la pratica. Lo stesso vale per intestazione e causale. Non bisogna scrivere “Questura” come intestatario e non bisogna inventare causali generiche.
Molte persone sbagliano anche il nominativo del richiedente, soprattutto nei passaporti per minori. Il pagamento deve essere collegabile alla persona che richiede il documento. Se paga il genitore, ma il passaporto è per il figlio, i dati vanno gestiti con attenzione. Quando il modulo non è chiaro, meglio chiedere allo sportello o all’ufficio passaporti.
Un ultimo errore riguarda la conservazione della ricevuta. Pagare e poi perdere l’attestazione è un classico piccolo disastro. La ricevuta va conservata subito nella stessa cartellina degli altri documenti. Non lasciarla nel portafoglio, non piegarla dentro lo scontrino del bar, non affidarla alla memoria. Il giorno dell’appuntamento deve essere lì, pronta.
Cosa fare se hai pagato il bollettino sbagliato
Se ti accorgi di aver pagato un bollettino sbagliato, non aspettare l’appuntamento per scoprirlo allo sportello della Questura. Contatta prima l’ufficio passaporti e spiega la situazione. Devi capire se il pagamento può essere comunque accettato, se serve un nuovo pagamento o se puoi chiedere rimborso dell’importo versato in modo errato.
Se hai sbagliato importo, conto o intestazione, la soluzione dipende dal tipo di errore. Un piccolo errore formale nella causale può essere valutato diversamente da un pagamento su conto errato. Non esiste una risposta unica. Serve verificare con l’ente competente.
Se hai pagato il vecchio bollettino ma oggi la procedura richiede il nuovo pagamento, chiedi istruzioni ufficiali. Potrebbe essere necessario effettuare il pagamento corretto e poi valutare il rimborso del precedente, se previsto. È scomodo, ma meglio saperlo prima che presentarsi con documentazione non accettata.
Conserva sempre copia del pagamento errato. Anche se non serve per la pratica, può servire per eventuali richieste di rimborso o chiarimento. Non buttare nulla finché la questione non è chiusa.
Come preparare la cartellina per l’appuntamento
Il pagamento è solo una parte della domanda di passaporto. Prima dell’appuntamento prepara una cartellina ordinata. Inserisci il modulo di richiesta compilato, documento d’identità valido e copia, fototessere conformi, ricevuta del pagamento richiesto, contrassegno amministrativo se previsto, vecchio passaporto se lo hai, eventuale denuncia in caso di furto o smarrimento e documenti specifici per minori o situazioni particolari.
Se hai figli minori, verifica le regole sul consenso dell’altro genitore. Se stai richiedendo il passaporto per un minore, controlla la modulistica corretta e la presenza dei genitori o degli atti di assenso necessari. Il bollettino può essere perfetto, ma la pratica può fermarsi per un consenso mancante.
Metti la ricevuta del pagamento in una tasca separata o fissala con una graffetta agli altri documenti economici. Non incollarla. Non strapparla. Non consegnare copie se viene richiesto l’originale. Se l’appuntamento è tra molte settimane, conserva tutto in un posto sicuro e fai una foto dei documenti principali.
Arrivare con una cartellina ordinata cambia l’esperienza. L’operatore lavora più velocemente, tu sei più tranquillo e riduci il rischio di dimenticare qualcosa. Lo so, sembra un consiglio da persona troppo precisa. Ma quando si parla di passaporto, essere precisi conviene.
Se devi richiedere il passaporto tramite ufficio postale o Comune
Negli ultimi anni sono state introdotte procedure che permettono, in alcuni casi e territori, di presentare la richiesta del passaporto anche tramite uffici postali abilitati o servizi locali collegati ai Comuni. Queste procedure possono avere istruzioni specifiche sui pagamenti e sulla documentazione da presentare. Per questo non devi dare per scontato che le regole operative siano identiche a quelle della Questura tradizionale.
Se presenti la domanda tramite un canale diverso dalla Questura, segui le istruzioni di quel canale. Controlla se il pagamento deve essere fatto prima, se viene generato un avviso, se bisogna portare una ricevuta cartacea o se il sistema acquisisce il pagamento in modo digitale. Il vecchio bollettino 674 potrebbe non essere previsto.
Il principio resta sempre lo stesso: il pagamento deve essere quello richiesto dal canale che gestisce la pratica. Non basta sapere come “si è sempre fatto”. Le procedure amministrative cambiano, e il passaporto è uno dei documenti su cui gli aggiornamenti operativi sono frequenti.
Se trovi istruzioni contrastanti tra sito nazionale, Questura locale, ufficio postale e Comune, chiedi conferma scritta o fai riferimento all’ufficio presso cui presenterai materialmente la pratica. È quello il punto in cui i documenti verranno controllati.
Conclusioni
Compilare il bollettino 674 per il passaporto richiede attenzione, ma non è complicato. Nella vecchia procedura, i dati essenziali erano il conto corrente 67422808, l’intestazione al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento del Tesoro, la causale “importo per il rilascio del passaporto elettronico” e l’importo previsto per il costo del libretto. La ricevuta del pagamento andava poi conservata e presentata insieme agli altri documenti.
Il punto decisivo, però, è verificare se oggi quel bollettino sia ancora richiesto. Le modalità di pagamento per il passaporto sono state aggiornate, e nel 2026 non conviene affidarsi a vecchie guide o a moduli non recenti. Prima di pagare, controlla le istruzioni della Polizia di Stato, della Questura competente o dell’ufficio presso cui presenterai la domanda. Se viene richiesto un pagamento digitale o un importo diverso, devi seguire quella procedura.
Se il bollettino 674 ti viene ancora richiesto per una pratica specifica, usa preferibilmente il modulo prestampato disponibile in Posta. Compila i dati del richiedente in modo leggibile, controlla conto e causale, non confondere il bollettino con il contrassegno amministrativo e conserva l’attestazione originale. Per i minori, fai particolare attenzione a indicare correttamente il soggetto per cui viene richiesto il passaporto.
La regola finale è semplice: prima verifica, poi paga. Un bollettino compilato bene è utile solo se è ancora la modalità corretta per la tua pratica. Con un controllo in più all’inizio eviti rinvii, doppie spese e corse inutili. E quando si tratta di passaporto, soprattutto se hai un viaggio in programma, evitare intoppi è già metà del lavoro.
