Quello che permette di poter trovare sul mercato anche prodotti fuori stagione è la crescente unione dei mercati e la facilità di scambio che intercorre tra essi. Tuttavia grazie alle nuove tecnologie, è possibile non solo ricorrere all’importazione, ma si possono direttamente produrre in loco alimenti che, per essere coltivati, necessiterebbero di un clima differente o semplicemente nascerebbero spontaneamente solo durante una stagione all’anno.

Per fare ciò si richiede un grandissimo consumo di energia, perché coltivare ortaggi tipicamente estivi in serre apposite, che riproducono le temperature di calore estive, comporta utilizzo di petrolio e una conseguente emissione di biossido di carbonio.
Tutto questo ricade infine sull’effetto serra ed è alla base del mutamento climatico della Terra. Se vogliamo evitare di peggiorare ulteriormente la situazione, anche nel nostro piccolo possiamo adottare alcune regole di vita, e di consumo, che ci permetteranno di migliorare oltre che la qualità della nostra alimentazione, anche il clima del nostro Pianeta.

Ecco alcuni consigli
Preferire ortaggi coltivati in campi aperti, poiché influenzano sulle condizioni climatiche assai meno rispetto ad una coltivazione in serra.
È meglio poi evitare il consumo di prodotti fuori stagione, per ripiegare invece su prodotti cosiddetti “ a chilometro zero”, ossia prodotti nelle immediate vicinanze, e soprattutto durante la giusta stagione.
Grande spazio per i prodotti biologici, che vengono coltivati senza utilizzo di sostanze chimiche capaci di alterare le naturali fasi di crescita del prodotto. Inoltre non vengono utilizzate sostanze chimiche che nuocciono alla salute.
Buone notizie anche per i vegetariani: verdura e frutta infatti hanno molto meno influenza sul clima rispetto ai prodotti di origine animale.
La carne è tuttavia un elemento fondamentale nella nostra dieta: scegliamo allora solo le carni provenienti da allevamenti prestano attenzione e cura al benessere degli animali: i loro prodotti saranno senz’altro migliori anche per qualità.
Da non sottovalutare è la funzione dei commerci equo e solidali: infatti compreremo si dei prodotti importati, ma saremo sicuri che il ricavato del loro acquisto andrà a sostenere i produttori dei Paesi del Terzo mondo, garantendo così anche migliori condizioni di lavoro per i lavoratori.
Anche la pesca può destare cambiamenti biologici: spesso infatti le tecniche di cattura dei pesci non tengono conto dell’ambiente naturale della fauna marina, distruggendo e alterando profondamente gli ecosistemi. Un buon consiglio è quello di acquistare oltre al pescato proveniente dai nostri mari, anche quello con il marchio MSC.

Molto interessante.